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NUOVA SVOLTA PER GLI IMBOSCATI DI COSCIENZA

Odiano le armi ma adorano sparare...
 
Prendiamo spunto da una recente dichiarazione di Carrara (Forza Italia) che testuale asserisce: «Dopo anni finalmente gli obiettori di coscienza che vogliono praticare la loro passione del tiro e della caccia possono avere, trascorsi  5 anni dalla data del loro congedo e rinunciando al loro status di obiettore, il porto d'armi. Abbiamo raggiunto un grande risultato, perché più volte in questi anni molti amici, obiettori di coscienza, si sono trovati impossibilitati all'utilizzo e alla detenzione delle armi per praticare il tiro e la caccia». E molta gente cominciò a sentirsi male e vomitare, mentre i molti Grillo già si offrono volontari per pulire il frutto del malessere.
Forse troppo poco si è parlato sui giornali di quella che, secondo il modesto parere di chi scrive, è stata la più grave coltellata al cuore, già messo a dura prova, dei patrioti e di tutti coloro che hanno servito la Nazione italiana. Stiamo ovviamente parlando della legge recentissima che permette la “rinuncia” allo status di “obiettore di coscienza”. Status che, ricordiamo e sottolineiamo, a nessuno viene imposto, ma viene assunto volontariamente e non ha che conseguenze che non sarebbero già scontate per questioni di coerenza, di credibilità, di serietà. Per i giovani che sono stati esonerati dal servizio di leva e che quindi potrebbero ignorare il significato del termine “obiettore di coscienza”, specifichiamo che questi era chi, chiamato alle armi per contribuire alla difesa della Nazione e del sacro suolo della Patria, si rifiutava di prestare servizio per motivi ideologici, fideistici o, come dice il termine stesso, di coscienza. Gente che ha dichiarato di non voler avere nulla a che fare con la vita militare, con gli ambienti filo belligeranti e, soprattutto, di non voler avere niente a che vedere con tutto ciò che riguarda le armi, inutili strumenti fabbricati solo per terminare vite di innocenti a capaci di accendere l’odio nel cuore dei giusti. A chi millantava simili posizioni lo Stato non ha mai negato in alternativa il celeberrimo servizio civile, molto in voga dal ’67 in poi. Ma a delle condizioni. Scontate agli occhi del mondo, ma evidentemente non poi così tanto.
L’obiettore si ritrova precluse le possibilità lavorative nelle forze armate dello Stato e nelle forze dell’ordine e di sicurezza, nonché la possibilità di acquistare, detenere ed usare le terribili armi che tanto disprezza, ad eccezione delle sole armi ad aria compressa e ad avancarica. Eccezione a parer nostro già troppo permissiva, visto che sono comunque armi, anche se bruciano polvere nera o non ne bruciano affatto. E visto che chi le rifiuta le rifiuta tutte, non solo quelle che difendono i confini. In somma, niente che già non si sarebbe vietato da solo un obiettore di coscienza con una vera coscienza. Cosa che evidentemente non vale per quelli che, facendosi chiamare obiettori di coscienza, altro non sono che vili imboscati, se addirittura è necessaria una legge per ricordar loro le scelte esistenziali che hanno fatto e cosa loro impone la loro coscienza di vile.
Oggi per gli obiettori nulla cambia, le restrizioni rimangono esattamente le medesime. Quel che cambia è che l’obiettore, trascorsi cinque anni dall’esonero dal servizio, può rinunciare al proprio status ed essere esattamente come tutti gli altri cittadini che hanno servito la Patria, solo che la patria non l’ha mai servita. Come mai? A cosa serve? Semplice: a permettere a tutti quelli che considerano le armi un gioco di poter giocare. Anche se, quando la Nazione ha chiesto il loro aiuto ed il loro contributo, loro hanno risposto NO, usando proprio la loro avversione verso le armi come scusa. Armi che adesso bramano come i bimbi i loro giocattoli. Insomma, lo conferma lo stesso Carrara, adesso questi vigliacchi imboscati da tre lire (ma che spesso sono anche parassiti dello Stato e costano ben di più a tutti noi) che non se la sono sentita di lasciare la mamma per rendersi utili una volta tanto, potranno comprare le loro belle armi e giocare al tiro a segno ed alla caccia. Non se la sono sentita di divenire uomini ed hanno scelto da bambini di rimanere bambini, ed è questo che pur oggi sono, ed ora sentono il bisogno di sparare anche loro per sentirsi, finalmente!, grandi. Ma come? Pochi anni fa non volevano avere nessun contatto con le armi e con gli ambienti mortiferi ed oggi non dormono la notte perché vogliono sparare agli uccelletti? Mah…
Sia chiaro che chi scrive non ha nessuna avversità nei confronti del mondo venatorio e di quello del tiro sportivo, così come degli ambienti militari; anzi, si dedica al tiro a segno e molto s’intende di armi, nonché ha l’ardire di professarsi, pur talvolta non sentendosene degno, patriota. Ed è in virtù di questa dovuta precisazione che si capirà quanto ancor più forte possa essere il suo sdegno.
Ma è certamente in buona compagnia. Anzitutto di tutti coloro che il proprio dovere l’hanno fatto fino in fondo, di coloro che la Patria l’hanno servita anche col sacrificio, di tutti gli eroi grandi e piccoli, noti e ignoti, del passato e del presente. E probabilmente è anche in compagnia di tutti gli obiettori che hanno veramente una coscienza e di cui, se non condivide l’ideale, apprezza comunque la coerenza, che sicuramente manterranno nel futuro alla faccia di queste stupide leggi. E che adesso, inevitabilmente, si vedono equiparati ai mammoni smidollati di cui sopra e probabilmente se ne vergognano.
Oltre ad essere contraria al diritto, questa legge non può che aprire un nuovo punto di vista da cui osservare colore che approfitteranno di essa in barba alla coerenza e agli ideali. Anzitutto è contraria ai criteri del diritto perché consente ad un cittadino su cui grava uno status sfavorevole, ed acquisito solo per causa di sé, di liberarsene, di rinunciarvi. Mai sentita una cosa di minor senso. Come se un automobilista multato rinunciasse al proprio status di contravventore e si vedesse dunque abbonare la sanzione. Come se un assassino rinunciasse al proprio status di criminale e non dovesse perciò scontare la galera. E qui la considerazione sull’obiettore rinunziatario: se un obiettore rinunzia al suo status di conseguenza egli non è più un obiettore ed è considerato come se mai lo fosse stato. E se egli ha ricevuto un esonero in funzione della sua obiezione, quando questa non esista (e non sia mai esistita) anche la sua esenzione dunque non è mai esistita, per pura connessione. E come si chiama chi non ha svolto il servizio di leva senza esserne esente? Noi lo abbiamo sempre chiamato in un sol modo: disertore. E quasi quasi rimpiangiamo i tempi in cui i disertori si punivano col carcere o col giusto piombo nella schiena!
Diversa la storia oggi, che il tradimento della Madrepatria non solo è tollerato, come prima, ma addirittura esaltato e legalizzato. Sarebbe stato diverso se si fosse concessa la rinuncia al proprio status a condizione dell’adempimento del servizio di leva, anche se oggi questi signori hanno cinquanta o sessant’anni, anche se non è più obbligatorio. Son vecchi? Sono inutili perché il nostro esercito è già sufficiente? Non importa, ora che non sono più obiettori vuol dire che serviranno con molto piacere l’Italia. Con maggiore piacere, dato che avevano avuto l’opportunità di non farlo ed ora si sono addirittura pentiti e convertiti. Ma torniamo coi piedi per terra, siamo solo in Italia e vi siamo oggi.
Ciò che però suscita riflessioni e disgusto forse ancora maggiore, sono l’euforia generale in politica e l’approvazione che questa legge ha avuto da parte da parte dei settori armiero, sportivo e venatorio. Certo, dai politici era scontato, in fondo l’ha confessato con animo candido lo stesso Carrara: non hanno fatto che un favore agli amici loro ed a loro stessi. Ma la accondiscendenza dei settori sopra citati porta amarezza. E non potrebbe essere altrimenti, vedendo come la salvaguardia degli interessi e della moralità nazionali vengano subordinati alle logiche di mercato. Perché vige la triste equazione secondo cui meno obiettori di coscienza equivalgono a più armi, munizioni, accessori e riviste vendute. A meno tessere delle società e delle federazioni sportive.
Sarà casuale che codesta legge sia passata con l’approvazione di tutte le forze parlamentari? Divise su tutto, sempre unite nelle pure porcherie d’interesse. Non ci sorprendono più di tanto le dichiarazioni di Carrara, riportate da un soddisfattissimo sito di “Armi e Tiro”. Forse quel che stupisce ed irrita è la franchezza della dichiarazione, senza remore e senza vergogna. Come uno sterco che puzza, ma di puzza sincera.

评论 (1)

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Mauro 发表:
Salve,
proprio stamattina ho spedito la raccomandata per la rinuncia allo status di obiettore di coscienza e cercando informazioni a riguardo mi sono imbattuto in questo blog. So che il mio commento è in ritardo di qualche mese rispetto alle dichiarazioni fatte sopra ma mi sono sentito chiamato in causa come "imboscato di coscienza". Ho fatto il servizio civile quasi 10 anni fa, è vero, non ho servito la patria marciando nelle caserme alle 5 del mattino, non ho servito la patria sparando contro bersagli in plastica, non ho servito la patria sfilando in qualche parata. Ho però servito la mia coscienza e ho servito "l'Italia" accudendo bambini malati, cambiando pannoloni ad anziani soli, ho pulito la bavetta di bambini in stato vegetativo ai quali, per quanto potesse valere ho letto decine di fiabe, ho accompagniato disabili dalle loro case ai centri di assistenza o all'ospedale, ho sestenuto nei limiti delle mie capacità bambini vittime di abusi. E la cosa bella è che dopo 10 anni nel tempo libero lo faccio ancora come volontario. Ammiro i ragazzi che fanno tesoro di un anno di leva con servizi utili (iraq, afghanistan, kosovo, spazzatura a Napoli) un po' meno chi lo spreca. Io ho fatto tesoro di quei 10 mesi è sono orgoglioso e gratificato per quello che ho fatto.
Perchè allora stamattina ho spedito la raccomandata? Semplice, visto che nel commento sopra si parla di patria faccio presente che la costituzione nei primi articoli parla dell'Italia come un repubblica democratica fondata sul lavoro e che tutti i cittadini sono uguali senza distinzioni di razza, sesso, fede politica, sociale e religiosa ecc... e noi ex obiettori siamo discriminati non potendo partecipare a determinati concorsi anche come semplice impiegato amministrativo degli uffici della polizia locale e molti altri. Non mi interessa avere il porto d'armi, non è mia intenzione farlo, voglio solo avere la possibilità di trovare un lavoro onesto come tutti.
Cordiali Saluti
 
Mauro
 
2 月 5 日

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