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PIERGIORGIO WELBY E' MORTOEd ora che ha avuto la bicicletta pedalare tocca a noi...
Ieri sera un medico esponente dei radicali ha staccato la spina che teneva in vita Piergiorgio Welby. Tra il pubblico la famiglia e Pannella. Sembrerebbe finito il caso, invece è solo cominciato. Welby doveva morire, su questo non ci piove. Va bene condannare l'eutanasia, morte vigliacca per eccellenza, ma con questo caso non c'entra. Il caso di Welby, checchè se ne dicesse, è stato un episodio di impeccabile accanimento terapeutico, nulla di più. La differenza? Semplice: Welby è stato lasciato morire, come prevedeva lo stato della sua malattia. Nulla di male, ci si cura fin che si può, ma quando il tempo è finito è finito. L'eutanasia invece è un'altra cosa, ben differente. L'uomo sottoposto ad eutanasia, contrariamente a chi interrompe un accanimento terapeutico, non viene lasciato morire, bensì viene ucciso. Generalmente con iniezioni di tranquillanti, anestetici e veleni, come i condannati a morte americani. Semplice e concisa. Interrompere l'accanimeto terapeutico significa arrendersi al corso della natura, eutanasizzarsi significa prevenirla e scegliere di non affrontare le difficoltà, anche quando il male non è incurabile. Allora spunta fuori la solita riflessione polemica che in questi spazi non manca mai: ma perchè i radicali ed i favorevoli all'eutanasia si appellano ad essa chiamandola "morte dignitosa"? Cosa c'è di dignitoso nell'aver paura di lottare, tanto da farla finita subito per paura delle sofferenze che ogni cura, più o meno efficace, può portare? Oltretutto questi signori che si sottopongono all'eutanasia, secondo parere d'eroi, quasi sempre sono anche in condizione di finirla da soli, eppure lo lasciano fare ad un medico. Quindi, deduciamo, non sono altro che dei vigliacchi. Primo perchè temono le difficoltà che la vita può riservare, secondo perchè non hanno neppure il fegato di uccidersi da soli, hanno bisogno della mamma. Eppure non ci vuol molto ad impiccarsi, spararsi in bocca o, alla peggio, buttarsi da una finestra. E invece no. E poi ancora fa rivoltar lo stomaco la brutta faccia della politica, che fa di tutt'erba un fascio. Confondere e discutere di eutanasia ed interruzione di accanimento terapeutico insieme significa solo voler annebulare la mente di chi segue la vicenda dall'esterno e tenta di farsi un'idea. Portandolo poi ad esprimere opinioni inutili, perchè semplicemente non conosce l'argomento di cui parla, ma ripete cose sentite dire nella confusione. Così, ora, sfruttando il caso di Welby, su cui hanno interrotto l'accanimento terapeutico, tenteranno di legiferare in materia di eutanasia, discorso ben più complesso e delicato. Ma la democrazia, si sa, prevede proprio questo: una stanza piena di ignoranti che prendono decisioni per l'intera Nazione senza sapere di cosa discutono. In Italia, in particolare, ne abbiamo più volte avuto la riprova. E' poi divertente come si strumentalizzi la questione, specie dai radicali, per attaccare gratuitamente la Chiesa Cattolica. Quando poi, nello specifico, non ha mai preso una posizione e quando essa stessa, nella Dottrina della Chiesa Cattolica, espone chiaramente la contrarietà all'accanimento terapeutico. Non ci vuol molto a dedurre che quindi, sebbene non apertamente, avesse appoggiato in pieno la morte di Welby. Mentre ha sempre espresso, in pieno diritto, la contrarietà all'eutanasia. Dunque gli interventi della Chiesa nell'argomento hanno un solo messaggio: non legiferate di fretta su argomenti così delicati. Ovvero: prima di parlare (cioè di dettare il tuo pensiero in forma di legge) pensa (informati e prendi coscienza dell'argomento). Che dunque Welby sia morto non crea scandalo in quasi nessuno, tranne nei giudici che ora esamineranno la questione. Possiamo riassumerne il senso della faccenda in una battuta: quando Dio ti invita a cena non è bello arrivare in ritardo, ma neanche presentarsi in anticipo. E Welby era, suo malgrado, in ritardo. E parecchio. E' arrivato il momento delle ultime domande, in conclusione. Quelle cattive, ma meditate: Ma se Welby si trovava in questo stesso stato da anni, sempre attaccato alla stessa macchina, come mai il suo caso ha fatto così tanto scalpore solo adesso? Come mai si è accorto solo ora di essere stufo della sua misera condizione e di volersene andare? Forse la sua agonia ha un senso diverso a seconda del governo in carica? Forse ha una utilità diversa a seconda del governo in carica? Che egli si sia prestato a questa pantomima da due lire volontariamente non c'è dubbio, ma più mi pongo queste domande e più mi piacerebbe che fosse ancora qui. Come condanna per la strumentalizzazione che ha fatto della sua agonia e della sua morte. Ha saputo aspettare fino ad adesso per scatenare tutto questo casino, ora che c'è riuscito poteva rimanere a goderselo. 引用通告此日志的引用通告 URL 是: http://apologeta.spaces.live.com/blog/cns!A3F3A5E6561A19D1!160.trak 引用此项的网络日志
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